REGIONALI IN UMBRIA: IL CENTRODESTRA VOLA OLTRE LE ASPETTATIVE (di David Taglieri)

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Domenica 27 ottobre giornata storica per l’Umbria: il feudo rosso va al centrodestra, decretando il fallimento dell’attuale minestrone di governo, con un distacco di ben 20 punti (57,5% contro il 37,5% dell’inedita alleanza PD-5 Stelle). Nonostante i sondaggi, la sinistra sperava in un ritorno alle origini da parte del suo elettorato, oramai abbandonato nelle istanze sociali e nelle prerogative comunitarie.

La Lega si aggiudica il 37% dei voti, mentre Fratelli d’Italia arriva a doppiare Forza Italia e si presenta come seconda forza della coalizione. Dunque Giorgia Meloni si sta pian piano creando una rispettabilità e una statura politica anche al di fuori del grande raccordo anulare. Sta di fatto che in Umbria finiscono 49 anni di egemonia rossa. Donatella Tesei, adesso nuova governatrice della regione, rappresenta la candidata del centrodestra unito con il 57,5% dei voti, a dimostrazione che il canale alternativo alla sinistra, se compatto, vince e talvolta stravince, anche e nonostante l’apporto dei 5 Stelle alla coalizione progressista. Dalla bella e verde regione centrale arriva dunque un messaggio nuovo alla Nazione: forse il premier Conte inizia a comprendere di non godere più di un consenso così unanime come pensava.

Il Movimento 5 Stelle ne esce ridimensionato con il 7,4% per cento dei voti e soprattutto con molti quesiti da sciogliere. Forse la sua scelta più o meno centrista ha allontanato i vecchi elettori? Forse c’è qualcosa che induce a ripensamenti? Forse l’era Grillo sta inevitabilmente e inesorabilmente finendo? L’affluenza ha registrato livelli altissimi a Perugia, il capoluogo che vuole ripartire dalle piccole imprese e dalle attrazioni turistiche. Una breve analisi: pare davvero che l’Umbria, forse indicatore micro politico del termometro italiano, abbia compreso la mossa estiva di Salvini, abbia rivalutato il patriottismo in versione moderna di Giorgia Meloni soprattutto in chiave sovranista, ma si sia allontanato dall’ex parabola liberale e liberista berlusconiana, che senza l’ala protettiva del leader, oramai molto stanco, non trova persone di buone capacità in grado di rilanciarla. A livello partitico vincono dunque la Lega e la Meloni, con repentina crescita del loro bacino elettorale. Consolidando un bel 10 per cento, Fratelli d’Italia potrebbe crescere ancor di più. Il PD resta fermo al palo al 22,3%, mentre Forza Italia quasi sta sparendo con il risicato 5,5%. La lista di “Tesei Presidente” si attesta al 3,9%.

Per quanto riguarda i seggi 8 ne vanno alla Lega; 2 a Fratelli d’Italia, 1 ciascuno a Forza Italia e alla Lista Tesei Presidente.

Nel campo progressista solo 5 seggi al PD e uno a M5S e alla lista Bianconi Presidente.