SETTE, NUOVE CREDENZE E MAGIA SFIDANO LA CHIESA

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Massimo Introvigne, sociologo delle religioni e socio fondatore dell’associazione Alleanza Cattolica, risponde a tale domanda in un suo recente libro: Il cortile dei gentili. La Chiesa e la sfida della nuova religiosità. Sette. Nuove credenze. Magia ( San Paolo, 2010, pagg. 162).

Il nome di Massimo Introvigne è garanzia di grande competenza per tutto ciò che riguarda l’ambito del pluralismo religioso e dei nuovi movimenti che si stanno diffondendo in Italia e nel mondo. Il noto sociologo, direttore del Cesnur (Centro studi nuove religioni), ha alle spalle oltre un trentennio di ricerche e di approfondimenti condotti intorno alle numerose diverse credenze che caratterizzano la nostra epoca e alle complesse problematiche da esse suscitate. ?In qu esta sua ultima fatica Introvign e si occupa, come recita il sottotitolo, di sette, nuove credenze e magia. Da parte sua, il titolo del libro richiama un’espressione usata da Papa Benedetto XVI, quando in un discorso del 2009 ricordò «il cortile dei gentili» del Tempio di Gerusalemme, luogo nel quale i pagani cercavano un Dio ignoto e i mercanti vendevano i loro prodotti. Quel cortile esiste anche oggi: anzi, la pluralità di religioni e miti è aumentata e i mercanti si sono fatti più scaltri. Come non vedere il successo di maghi, cartomanti e predicatori di ogni genere ?

Non si tratta solo di movimenti organizzati, ma di credenze – come quella nella reincarnazione, diffusa anche tra i cattolici – e di influenze che derivano da romanzi come “Il codice Da Vinci” e da film come “Avatar”.

Alle radici di tale diffusione – spiega Introvigne – c’è sicuramente una certa abilità propagandistica (esercitata non di rado per mezzo di tecniche disoneste o discutibili), ma il magistero ha attirato l’attenzione soprattutto sulle cause interne alla Chiesa cattolica. Per individuare tali cause interne è possibile rinviare al magistrale inventario delle debolezze pastorali della Chiesa – che favoriscono i nuovi movimenti religiosi – esposto dal Cardinale Arinze nella sua relazione al Concistoro Straordinario del 1991, che cita: la confusione teologica, le difficoltà di contatto personale fra clero e fedeli, la frettolosa liquidazione in numerosi Paesi della religiosità popolare, la sciatteria e la freddezza della liturgia, l’assenza di un’adeguata catechesi degli adulti…

«Anche il mondo cattolico – afferma Introvigne – risente negativamente di questi fenomeni che sembrano aprire più di una crepa nel bimillenario edificio della comunità cristiana». Ecco perché si può e si deve parlare di sfida, sfida che non riguarda il potere della Chiesa, ma il futuro stesso dell’umanità che, come recita un celebre adagio, quando smette di credere in Dio finisce per credere a tutto.