“SOTTOMISSIONE” (recensione a cura di Giacomo Pezzuto)

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Sottomissione” di Michel Houellebecq è un vero capolavoro. Un romanzo definito distopico, ma paurosamente profetico. Pubblicato in Francia nel 2015 (lo stesso giorno dell’attentato a Charlie Hebdo) ed edito in Italia da Bompiani, è ambientato nella Francia del 2022. Siamo in piena campagna elettorale per le elezioni presidenziali e, ad essere favorito, è il Front National di Marine Le Pen (che ottiene il 32% dei voti al primo turno), mentre i partiti tradizionali subiscono un brusco crollo. Tuttavia, a vincere le elezioni è Mohammed Ben Abbes, musulmano di seconda generazione e leader della Fratellanza Musulmana, grazie anche ad un accordo con tutti gli altri partiti, coalizzatisi al solo fine di evitare la vittoria del Front National (… vi ricorda un caso simile in Italia?).

Viene, dunque, imposta, in Francia, una sorta di shari’a moderata, mentre il nuovo presidente si presenta come novello Augusto, con idee innovative in campo economico, sociale e diplomatico, e desideroso di rifondare quello che fu il glorioso Impero Romano.

Tuttavia, il libro non parla soltanto di politica e di sottomissione all’Islam ma affronta tantissimi temi che spaziano dalla filosofia al nichilismo, dalla perdita dei valori occidentali al tramonto del Cristianesimo, il tutto unito da un filo conduttore: la (estrema) solitudine dell’uomo contemporaneo e la perdita della centralità della famiglia come nucleo fondamentale della società.

Un romanzo di un’attualità sconvolgente, dal linguaggio molto crudo e dalla trama scorrevole. L’autore è stato accusato di islamofobia, accusa da rispedire ai mittenti, come si evince chiaramente sin dalle prime pagine del libro. Egli mette, però, in guardia dai pericoli del multiculturalismo, spesso ignorati e sottaciuti dalla stampa e dai media progressisti. Lettura caldamente suggerita.