STANLIO & OLLIO: IN UN FILM LA STORIA DI VITA DELLA COPPIA PIÙ SCANZONATA DEL CINEMA (di David Taglieri e Omar Ebrahime)

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Il buon Cinema regala appuntamenti con un passato sempre attuale che filma il mondo di ieri, lo condisce con gli ingredienti della comicità e lo arricchisce con i sapori dell’autoironia e dell’allegria. Tutto questo sono stati Stanlio ed Ollio: non solo due attori famosissimi a livello internazionale ma due maghi insuperati della risata, in grado di scherzare sulla goffaggine, sui limiti umani, sui difetti e sulle fragilità.

Nel film da poco uscito (“Stanlio & Ollio”, regia di Jan S. Baird) culturalmente siamo piuttosto lontani dalla malizia e dalla cattiveria della quale si ammanta certa pseudocomicità odierna, che per strappare un applauso al pubblico spesso incede sulle volgarità a iosa. La pellicola – attualmente in giro per le sale – dipinge un bel ritratto di una coppia di amici uniti non solo professionalmente ma anche e soprattutto umanamente; le intuizioni sceniche dei due infatti partivano dall’osservazione della vita quotidiana, passavano poi per la penna di Stanlio, attendevano quindi l’interpretazione personale delle facce di Ollio. Nella loro recitazione i due comici anglosassoni hanno sempre individuato con notevole intuizione artistica la giusta via di mezzo fra spontaneità ed esagerazione mirata delle situazioni, costruendo delle battute genuine e talora di grande profondità; riuscendo ad andare al di là di una quotidianità soltanto apparentemente elementare, anzi donandoci gli strumenti per valorizzare e trovare un sorriso anche nelle cose della vita di tutti i giorni.

In “Stanlio & Ollio” incide anche il linguaggio non verbale e paraverbale: a volte uno sguardo di Ollio ed un gesto di Stanlio aprono le danze ad un concerto di intese in grado di coinvolgere con raro trasporto lo spettatore, che dal canto suo si sente così coinvolto emotivamente da entrare quasi all’interno della pellicola. I due campioni delle ‘lacrime in positivo’ impostano il loro modo di fare teatro anche dentro una scena cinematografica e così riportano il cinema sul palcoscenico dal vivo.

Il film descrive le tournee teatrali britanniche del duo e la preparazione di un film che al contrario di altri non si farà mai: e anche quando i due, senza parlarsi, si accorgono che non ci sono le premesse per portare a termine quel progetto cinematografico, non se lo dicono per continuare a provare i siparietti insieme. Perchè la loro amicizia, questo il messaggio più umano del film alla fine, va oltre gli applausi delle folle dello spettacolo, facendosi invece confidenza autentica e intima. Come quando ad esempio i due comici si stringono le mani per porre fine a una brutta serata di litigi, o nel momento in cui Stanlio sostiene sul palco un Ollio malato che vuole sconfiggere il suo mal di vivere ed i suoi malori con una risata. A risaltare così è un umanissimo Ollio, che nel momento in cui apprende dalle notizie il fallimento del loro film scaraventa per terra il giornale, metafora di un mondo che si rivolta e non premia più la qualità del talento, mentre più tardi incontrando dei bambini che lo salutano li asseconda giocando con la cravatta e forzando un sorriso che porta con sé un po’ di malinconia ma senza per questo rinunciare in fondo all’ottimismo genuino dei più semplici, fatto della sua innata bontà d’animo e della voglia di continuare a rischiare anche nella quotidianità più dura.

Dall’altra parte, il film presenta anche un profondo Stanlio: scrittore e autore creativo delle scene più goliardiche, emerge in realtà come una persona molto concreta e metodica – quasi il contrario delle ‘strampalate macchiette’ che si trova poi a interpretare quasi sempre sulle scene – che tiene sinceramente agli autentici valori umani (dall’amicizia fino al matrimonio) e fa di tutto per difenderli, dalla fama del successo come dal denaro. Alla fine, il film insomma non è soltanto un tributo cinematografico doveroso – per forza di cose, ovviamente, comunque divertente e brillante – al duo comico più famoso di tutti i tempi ma forse anche il racconto commosso e a tratti persino confidenziale di una lunga storia privata di affetti e condivisione non esente da incomprensioni ed equivoci e quindi, proprio per questo, tanto più veritiero e realistico sotto il profilo biografico.