PASSEGGIANDO PER GENOVA (di David Taglieri)

117

Genova è un occhio sul mondo che colpisce il cuore, cattura nelle pupille una fotografia nella quale i pezzetti di terreno, incastonati fra le alture ed il mare, risaltano di luce, musica e odori di mare. 

La sua forma – che poi è anche sostanza – a tratti fa perdere i riferimenti spaziotemporali per le sue curve di non ritorno e l’andamento dispersivo. 

Rimanendoci per pochi giorni non risulta facile comprenderne la bussola, ma questo elemento agevola nel tentativo di individuare nuove vie, nuove strade, e vicoli nascosti. 

Il fascino sta proprio nella bellezza che si scopre e che si svela man mano: Genova ci da’ lo spunto anche per interrogarci sul concetto di bellezza, un termine che contiene tanti significati e tanti significanti. L’armonia dei sensi nello scovare punti nascosti non sempre celebrati, ma che appaiono di fronte a noi come dei doni, già si sostanzia in una descrizione di un paesaggio e di un territorio che ci narra molto della sua storia e della sua geografia. 

Una città che in passato ha sofferto tanto ma che ha saputo rialzarsi come ci raccontano i passanti e i cittadini, che si mostrano gentili ed affabili, al di là dei luoghi comuni che li descrivono come chiusi ed umorali: grazie ad una buona riqualificazione via Garibaldi è tornata ad essere una delle strade più eleganti, brillanti e importanti del nostro Belpaese. 

Proprio perché maltrattata dalle leggende e dai giudizi frettolosi, Zena merita di essere protetta dalla Lanterna, lo storico faro del porto, il più antico del mondo che costituisce il simbolo della città e marca l’ingresso al porto nuovo di Sampierdarena. 

Svetta sulla città aggiungendo luce alle molteplici panoramiche presenti sulla realtà urbana: quasi una metafora per comunicarci che siamo a casa ed in famiglia anche in questo contesto dinamico e con quella qualità di vita che fa del capoluogo ligure un luogo a misura d’ uomo. 

I carrugi sono imperdibili (li consigliamo di giorno) per i quadretti pittoresche di vita quotidiana e per l’organizzazione della vita sia essa domestica o sociale tutta genovese. 

Vicoli, stradine, piccoli porticati che danno tutta la dimensione della città portuale con scenari invisibili e sconosciuti che ci vengono incontro e ci salutano: ti accolgono i genovesi, ma ti abbraccia la città stessa come un corpo vivente. 

Le alture dicevamo: Genova è una città verticale attraversata da scalinate e creuse (antiche mulattiere) con dei panorami che lasciano a bocca aperta e che ti fanno pensare in grande. 

Il mare trasmette respiro, allargamento degli orizzonti, senso dell’apertura, capacità di sognare, le colline elevano verso l’alto e la ricerca, i meandri invitano alla scorribanda fra i sentieri nascosti. 

L’arte poi è dinamismo, sacralità, forme geometriche particolari; Via Balbi ospita delle sontuose e magnifiche dimore barocche che oggi sono sedi delle istituzioni universitarie. 

Come apprendiamo dal sito A mae Zena Genova ha un profondo rapporto con il cristianesimo: nel 1637 presso la Cattedrale di San Lorenzo fu officiata una solenne funzione nella quale il doge consegnò alla Madonna i simboli del potere: corona, scettro e croce degli Zaccaria. 

Genova aveva un legame strutturato e forte con la Madonna per via dell’intercessione di San Bernardino durante la guerra con Pisa (XII secolo). 

La cattedrale di San Lorenzo incarna un capolavoro del gotico genovese ed è caratterizzata dal motivo a bande alternate e da grandi portali di matrice normanna. 

Da vedere assolutamente la cappella di San Giovanni Battista patrono della città. 

Consigliamo anche una visita nella bella San Lorenzo con la famosa bomba inesplosa del 9 Febbraio 1941: 
“Questa bomba lanciata dalla flotta inglese pur sfondando le pareti di questa insigne cattedrale qui cadeva inesplosa il IX Febbraio MCMXLI. A riconoscenza perenne Genova, città di Maria, volle incisa in pietra, la memoria di tanta Grazia”.

Il miracolo di rialzare la testa, di rialzarsi dopo i bombardamenti e la decostruzione della città ed il miracolo di Maria che accompagna la Superba, di saggezza e bellezza nascosta. 

La Genova cristiana è tutta da godere, come quella dei palazzi e delle eleganze: difficile sintetizzarla, più agevole perderci negli appunti di viaggio come dispersiva è la mappa che conduce sempre ad un porto, a una chiesa o a un carrugio, e comunque a qualcosa da scoprire. 

Amando la Natura, non abbiamo perso l’appuntamento con l’Acquario, gioia, allegria, e passione per bambini ed adulti con delfini, foche e pesci che improvvisano spettacoli mozzafiato, consapevolmente attori. La vasca tattile da’ la percezione di accarezzare gli animali e di prendervi confidenza. 

Abbiamo detto che la città è complessa e difficilmente descrivibile vista la sua particolarità, il suo estro e la sua creatività: fascino e bellezza si sposano e quindi vale la pena di scoprirla con i propri occhi e i propri sensi. 

Introversa, soltanto al primo momento, riservata nell’impegno della scrittura e della musica. Genova ha dato i natali a molti dei protagonisti assoluti della canzone d’autore italiana: De Andre’, Tenco, Bindi, Fossati, Baccini …  Alcuni sono stati adottati da questo territorio e lo hanno scelto come patria musicale. Per arrivare – infine – all’immenso Paganini…

Modernità, tradizione e l’immancabile gastronomia ricca di pesto, pesce e specialità liguri. Non dimenticate di volare con l’ascensore al Castelletto per bervi il succo visivo di Zena.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui