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LE ELITE E IL POPULISMO (recensione a cura di David Taglieri)

24 November 2017
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Continuiamo la nostra avventura fra le voci controcorrente e fuori dal coro. Questa settimana ci occupiamo di “Perché le elite ci salveranno dal populismo” firmato da Francesco Giubilei (Edizioni il Giornale – Fuori dal Coro). Giubilei è collaboratore de il Giornale e direttore di Historica Edizioni e di Giubilei-Regnani Edizioni. Fra le sue molteplici attività si registra anche la collaborazione con i quotidiani on line cultora.it ed il conservatore.com.

Giovanissimo, conferma anche in questo quaderno la sua capacità di analisi della società e la sua abilità nel sintetizzare in poche pagine le chiavi di lettura del contesto attuale attraverso la lente di ingrandimento degli studi di grandi saggisti. È’ anche editorialista della Voce di Romagna e cura blog su il Giornale.it e su L’Inchiesta on line.

La sua è un’analisi lucida e dettagliata degli errori della democrazia dal basso (leggasi Movimento 5 Stelle): non sempre l’onestà va di pari passo con la competenza. E’ chiaro che si deve puntare alla correttezza ed alla trasparenza, e non bisogna considerare utopico il raggiungimento di una politica che sia governata effettivamente da sani principi e da valori forti. Ma bisogna fare il possibile per riempire il concetto di competenza con il coraggio dell’onestà e quello di onestà con lo spessore istituzionale, la capacità politica e la saggezza. I due termini devono integrarsi e compenetrarsi, essere veramente a servizio del cittadino. Perché prima della politica c’è la prepolitica, fatta di tutti quei valori che oggi si danno per scontati, ma che sono stati irrimediabilmente perduti a causa di un’economia che si è trasformata in finanza globale e che ha dimenticato i concetti di sovranità e di centralità della persona. Il momento buio è stato causato dal fatto che i politici italiani non sono stati in grado di fronteggiare le nuove dinamiche globali, euro-burocratiche e mondialiste.

Popolo territorio e sovranità sono fondamentali perché rappresentano la forza, il valore, lo scopo finale di una Nazione, ma allo stesso tempo è bene non confondere le esigenze e le legittime aspirazioni delle persone con il fatto di parlare alle pance dei cittadini per meri scopi elettorali. Giubilei chiarisce come si sia ribaltato il rapporto fra elite e popolo; un tempo l’elite non rappresentava un’icona snob da salotto che dileggiava ed insolentiva il popolo, ma una guida davvero illuminante fatta di cultura, saggezza e sapienza. Oggi una forza politica come quella dei 5 Stelle vorrebbe delegittimare la politica restandoci però all’interno, scardinando istituzioni e ruoli. Ma non si risolve così la gestione dell’esistente: la lotta ai privilegi è sacrosanta, ma va condotta dentro i binari della politica recuperando la prepolitica che dovrebbe sorreggerla e rappresentarne la linfa vitale.

Alla stessa maniera è lampante il fallimento di una sinistra che ha perso ogni tipo di collegamento con il tessuto sociale, occupandosi di battaglie domestiche e private che riguardano affari miliardari, focalizzando le sue attenzioni sulle politiche migratorie ma non badando agli introiti che le cooperative ci costruiscono sopra, o alle problematiche del ceto contadino e di quello operaio irrimediabilmente collocati nella cantina del dimenticatoio.

L’antipolitica vorrebbe privare la politica della sue attitudini. L’autore si augura un ritorno al sale naturale della politica – quella con la P maiuscola – che dovrebbe essere stimolato e raffinato dalla filosofia, dalla cultura e dalla politica. Internet – secondo Francesco Giubilei – ha alimentato un clima di delegittimazione di quelle che sarebbero dovute essere le vere elites, consentendo a chiunque di discettare dello scibile, senza titoli, competenze e cognizione di causa.

Ed allora facciamo un salto in edicola a cercare questo ben impaginato quaderno che condensa in poche pagine un punto di vista critico ma allo stesso tempo costruttivo per ripartire dalla Politica, quella vera. Per scoprire la puntualità e la lucidità del ragionamento di un giovane che non ci sta a distruggere sic et simpliciter, ma ha intenzione di argomentare, criticare, perfino ripartire da zero ma con gli strumenti della saggezza e della buona politica.

 

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