BILANCI ELETTORALI (di David Taglieri)

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Saremo politicamente scorretti e ci daranno del reazionario, ma possiamo affermare che la Madonna ha aiutato Salvini: risultato decisamente positivo a queste europee con un 34,3% di preferenze, che sancisce un distacco abissale con tutti gli altri partiti e porta avanti con maggior vigore – anche nel vecchio continente – le istanze sovraniste e populiste, nel senso buono del termine. Gli intellettuali – presunti – e i maggiori esponenti dello star system con facce tormentate e visi angosciati ripetono, in una generalizzata coazione a reiterare, concetti oramai ridondanti e ispirati ai luoghi comuni anti-Lega.

La sinistra, nonostante il cambio alla guardia con Zingaretti, si piazza al secondo posto al 22,7%: esulta per trasmettere una facciata di solarità agli elettori, ma non convincendo di fatto in termini di obiettivi e di confronto con le precedenti elezioni europee di cinque anni fa, quando raccolse circa il 40% dei consensi. Perfino rispetto alle scorse politiche – in termini di voti non di percentuali – ha perso qualcosa.

Noi crediamo che lo scollamento del mondo left con il popolo e con le aspettative della gente sia sempre più ampio e nemmeno il veterocomunismo del fratello dell’attore potrà rappresentare un elemento di attrazione per coloro che non arrivano a fine mese. Non a caso il PD stravince nei quartieri bene delle grandi città, dove risiedono uomini facoltosi, intellettuali e giornalisti… perde nelle periferie e nelle province!

Buon lavoro della Meloni che restituisce dignità al partito di destra e alla sua matrice sociale e tradizionale (quella di almirantiana memoria), distrutta dai calcoli e dalle tattiche poco ortodosse dell’affarista Gianfranco Fini. Il 6,5% di Fratelli d’Italia rappresenta il superamento della soglia di sbarramento ma anche la ripartenza per ricominciare a concepire un pianeta righit ispirato al cattolicesimo, alla dottrina sociale della Chiesa e a un sano progetto di valorizzazione del concetto di Patria, che preservi e dia benzina alle più piccole realtà comunitarie e alla piccola impresa.

I Cinque Stelle raccolgono un tiepido e deludente 17,5%, che pone le premesse di una parabola discendente per una forza che ha riunito un universo variegato, mantenendo il suo substrato culturale e la sua dimensione sociale, che si pone comunque a sinistra.

Mentre si sta ridiscutendo l’alleanza di governo, il centrodestra ha di che gioire: infatti la sommatoria dei voti della Lega, di Forza Italia e Fratelli di Italia supera il 50%. Lega e Fratelli d’Italia da soli ottengono comunque un ottimo 40%.

Male Forza Italia all’8,8%, una cifra che dà il senso delle modalità attraverso le quali i vecchi elettori forzisti si sono prevalentemente legati alla scialuppa di Capitan Salvini, considerando come negli ultimi tempi il Cavaliere e Forza Italia non abbiano disdegnato, con varie modalità, di tenere il gioco delle sinistre.

Diverso il discorso generale sull’Europa, per i cui approfondimenti rimandiamo alle successive valutazioni che compariranno sulle pagine di questo sito.