CINA: PER AMNESTY INTERNATIONAL E’ IL “PRIMO BOIA AL MONDO”

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Neppure la pandemia da COVID-19 ha fermato la pena di morte nel 2020, sebbene si sia registrata una riduzione significativa delle esecuzioni, 483 quelle contate da Amnesty International, il dato più basso registrato in oltre un decennio, in calo del 26% rispetto al 2019 e del 70% rispetto al picco di 1.634 casi registrato nel 2015.

E’ quanto emerge dal nuovo Rapporto annuale di Amnesty sulla pena di morte.

Nel conteggio, come sempre, sono esclusi i Paesi che classificano i dati sulla pena di morte come segreti di stato o per i quali sono disponibili informazioni limitate (Cina, Corea del Nord, Siria e Vietnam), anche se proprio la Cina resta presumibilmente “il primo boia al mondo” con migliaia di morti ogni anno.

Dietro, quattro Paesi raccolgono l’88% delle esecuzioni registrate: Iran, Egitto, Iraq e Arabia Saudita. 

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