… E LASCIATELI GOVERNARE! (Rassegna stampa a cura di David Taglieri)

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Neanche il tempo di stappare una bottiglia di spumante, e giù con le invettive…
Ma non tutti danno addosso, in barba alla democrazia, a chi ha ottenuto il consenso della maggioranza degli Italiani.
Salvatore Merlo sul Foglio di ieri si domanda che ne sarà della destra italiana, ora che l’Italia si è desta e che ha scelto la leader di Fratelli di Italia con una investitura ufficiale e democratica.
Si potrebbe concretizzare la vision di un partito in grado di traghettare il passato nella versione di un Partito conservatore di massa, con tradizioni sociali e idee chiare su un patrimonio culturale che possa attingere dalla Dottrina Sociale della Chiesa.
Senza fiamma? noi speriamo vivamente di no, anche perché la triade Dio Patria Famiglia fu presa soltanto a prestito dal fascismo. Andrebbero eliminati – se pure ci sono – i fanatismi anti storici che danno soltanto adito alle sinistre per protestare sic et sempliciter e dileggiare una donna al potere, che adesso non fa più gioco nemmeno al femminismo progressista.
Da Patrioti a conservatori? Merlo parla di una differenza fra le due categorie, noi non escludiamo la felice convivenza dei termini, anche se, come sottolinea l’editorialista, ciò comporterebbe l’apertura ad aree culturali di stampo liberale. Attingendo dal liberalismo e cancellando invece gli effetti iper-liberisti e libertari che hanno provocato danni, a nostro avviso, dal punto di vista economico, sociale ed etico.
Nei giorni scorsi nella rubrica che tiene su la Discussione, Maria Sole Sanasi d’Arpe invitava i lettori a votare attraverso l’attualità di Dante che è entrato, con il suo pezzo, a gamba tesa nel dibattito politico attraverso il discorso sull’ignavia.
Schierarsi anche a costo della pigrizia, anche a costo del ragionamento, anche nella perdita di tempo dentro una cabina elettorale, per difendere un’idea e per stigmatizzare la scorciatoia dell’individualismo, che ci tiene fuori dall’unico esercizio che ancora abbiamo in democrazia, quello della matita.
Agnese Pini, l’altro ieri sulla Nazione ha parlato del momento elettorale come di una fase che supera la vita del governo Draghi e che ci proietta verso una nuova dimensione: dalla tecnica alla politica, anche se il valore delle competenze e dell’onestà devono tornare a dare linfa all’agenda degli interventi e dei provvedimenti.
Interiorità nel pensare alla pianificazione del futuro e operatività nell’intervenire sono passaggi fondamentali per fare squadra, per far quadrare il cerchio degli intenti e delle idee.
Serve etica, serve responsabilità: ora, tornando a noi, le forze politiche si devono unire, e speriamo che il partito democratico di democratico non abbia solo l’aggettivo: speriamo, in soldoni, che consenta di governare a chi ha vinto…
Sicuramente Enrico Letta non si è dimostrato un galantuomo nei confronti dell’ex militante della Garbatella; adesso è il tempo di dare una mano alla conservatrice tricolore nel mettersi al lavoro per la crescita del Paese.
Non perdendo la buona eredità delle cose ben fatte da Draghi e non perdendo il senno, che porta le forze politiche a mettere avanti il Bene del Paese. Non vi e’ piu’ tempo…

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