IN RICORDO DI ROGER SCRUTON (di David Taglieri)

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Nei giorni scorsi, il 12 gennaio, è volato in cielo Roger Scruton, un demiurgo del pensiero conservatore, un uomo con la schiena dritta e senza fronzoli, sempre in grado di dire la Verità, mai incline al compromesso con il politicamente corretto.

Nella sua carriera di professore universitario, filosofo, scrittore e giornalista è stato più volte consigliere dei governi conservatori britannici ed editorialista del Times.  

75 anni, ancora relativamente giovane, ha combattuto la sua personale lotta contro il cancro per sei mesi. Nel Regno Unito era conosciuto per le sue argomentazioni forti e alla ricerca del senso della vita, lontano dal relativismo che a forza di tutto tollerare si trasforma inevitabilmente in nichilismo assolutistico. Antecedentemente alla caduta del Muro di Berlino aveva aiutato i dissidenti nei Paesi dell’ex blocco sovietico e per questo era amato in Repubblica Ceca ed in Ungheria.

Nella sua molteplice e variegata opera aveva affermato sempre tesi e asserzioni supportate dall’esperienza e dallo studio, senza mai arretrare di un centimetro; per questo si è guadagnato svariate antipatie ma anche una solida stima da parte di coloro che non ammettono frasi comode o stili di vita ispirati alla moda e che poi si impongono anche a livello istituzionale.

Nel corso delle sue lezioni universitarie e dei suoi saggi aveva riservato un notevole interesse pure per la musica, l’estetica e l’architettura.

In base al parametro del buon senso aveva affermato senza peli sulla lingua che “l’islamofobia” è stata una creazione ad arte da parte di una fazione dell’islam, per evitare che si potesse dibattere dei problemi interni all’islam stesso.

Per Roger Scruton il regime comunista cinese rappresenta una tirannia che ha di fatto sminuito e quasi annullato l’essere umano cercando di dar vita ad automi privi di libertà e di diritti.

Lo vogliamo ricordare con tre testi a noi cari.

Essere conservatore, nel quale l’autore si interroga sugli elementi originari del conservatorismo anglosassone, soffermandosi sulla figura di Edmund Burke – critico della rivoluzione francese – e viaggiando sui binari di quella filosofia che dovrebbe sempre nutrire ed assetare il pensiero politico: quello vero!

La sua appassionata propensione al sapere lo porta a criticare trasversalmente derivati negativi delle correnti ambientaliste, nazionaliste ed islamiste. Il suo merito è quello di farci comprendere quale valenza linguistica negativa sia stata attribuita al termine “conservare”. Un termine senza dubbio positivo. Leggere per credere.

Per gli amanti della tradizione e della gastronomia raccomandiamo Bevo dunque sono; qui l’amore centellinato per il vino cela un pensiero, una filosofia di vita, un approccio genuino e puro all’esistenza. Un vino rivela una terra, una bottiglia mette in evidenza le radici di un territorio e di un popolo.

Infine in L‘Occidente e gli altri il tema principe è costituito dal rapporto fra Islam ed occidente, alla luce di storie differenti e di sistemi politici lontani. Il collante della globalizzazione rende le relazioni più difficili e sponsorizza un occidente orientato al mercato ed al progresso, così ignaro ed ignorante del suo passato.

Buon volo Roger.