LE STAGIONI DEL MARE (di Cosimo Galasso)

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Il Mediterraneo essendo compreso tra il trentesimo e il quarantacinquesimo parallelo nord, gode di una posizione meteorologica relativamente felice; tuttavia, in esso, è possibile riconoscere le 4 stagioni canoniche con tutte le loro peculiarità. Ovviamente, sono gli strati superficiali dell’acqua a risentire maggiormente delle variazioni stagionali: ciò comporta evidenti ricadute sulla vita presente in mare. A fine inverno la temperatura media (13C) delle acque di superficie tende ad eguagliare quella delle acque profonde; tale condizione associata all’azione dei venti freddi consente alle acque di superficie di sprofondare e di permettere, al contempo, la risalita delle acque profonde, più ricche di nutrienti. Questo scambio favorisce lo svilupparsi della vita sottomarina. L’avanzare della stagione e l’aumento progressivo delle ore di luce, nonché il rapido innalzarsi del sole sull’orizzonte, determina un primo riscaldamento delle acque più superficiali. Man mano che si progredisce verso l’estate questo strato d’acqua calda aumenta sempre più fino a raggiungere, nelle zone più meridionali, anche i 30 metri di profondità; la zona di transizione si chiama termoclino e, a volte, è visibile ad occhio nudo: lo strato d’acqua più freddo appare più denso.

Tutti i subacquei hanno sperimentato che soprattutto all’inizio dell’estate è possibile, stando attaccati ad una cima, in verticale, sentire caldo nella metà superiore del corpo e freddo in quell’inferiore. Naturalmente, nella bella stagione aumenta il numero e l’attività dei pesci… Con l’avvicinarsi dell’autunno, si ripristinano le condizioni di fine inverno, con la progressiva risalita della linea del termoclino fino alla superficie. Le prime tempeste autunnali contribuiranno al benefico rimescolamento delle acque.

E’ da rilevare, che poiché le grandi masse d’acqua possiedono una notevole inerzia termica – si riscaldano e si raffreddano meno velocemente delle masse continentali – in mediterraneo le stagioni sono ritardate di quasi due mesi. Pertanto le temperature massime delle acque non si registrano in giugno, quando la potenza radiativa del sole è maggiore e le giornate sono più lunghe, ma soltanto tra fine luglio e la metà di agosto; ugualmente, le minime non si registrano in dicembre-gennaio, ma, addirittura, in febbraio-marzo. Questo fattore rende il mediterraneo un’enorme riserva di calore che tempera sia l’ardore delle estati sia il rigore degli inverni.

Probabilmente, non è un caso che anche Nostro Signore abbia decise di incarnarsi e di nascere proprio in una terra che si affaccia sulle sue sponde…