REATO DI “NEGAZIONISMO CLIMATICO”? (di Federico Catani)

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Mi raccomando, d’ora in poi fai attenzione a quando parli del tempo!

Perché dire che non fa tanto caldo o affermare, come il compagno della Meloni in tv, che non è una gran notizia che a luglio le temperature siano alte, potrebbe costarti caro!

Insomma, se fino a ieri parlare del tempo serviva per evitare argomenti più spinosi e per non litigare, adesso anche questo potrebbe diventare un tema pericoloso. Con il rischio di multe e, chissà, forse anche il carcere!

Perché Angelo Bonelli, portavoce del partito Alleanza Verdi e Sinistra, ha solennemente annunciato che presenterà una proposta di legge per il reato di negazionismo climatico.

Questo significa che, se non diremo le stesse cose di Bonelli, saremo puniti.
La scienza, che per sua stessa essenza, deve sempre essere aperta alle correzioni e ai cambiamenti, diventa invece un dogma di fede su cui vigila la (affatto) Santa Inquisizione Verde, retta dal Sommo Inquisitore Bonelli, con l’assistenza della profetessa Greta Thunberg. Follia. Follia allo stato puro.

Prima di tutto perché è aberrante che lo Stato imponga una verità scientifica. Così come è altrettanto assurdo e preoccupante che imponga una verità storica. 

E poi perché c’è un dato semplicissimo, che tutti volutamente ignorano e tacciono. Il cambiamento climatico c’è sempre stato. 

Che l’uomo sia oggi responsabile di questo cambiamento è tutto da dimostrare. 

Che la natura sia sempre stata modificata dall’attività umana, sin dalla preistoria, è un altro fatto incontrovertibile.
Ed è proprio grazie a questo intervento dell’uomo se oggi possiamo vivere con un benessere mai sperimentato prima nella storia.

Questo ovviamente non significa che non ci sono problemi e che non si deve intervenire per risolverli.
Ma bisogna essere pragmatici, non ideologici.

E la soluzione non può certo essere quelle di tornare alle caverne o alle capanne. Né tantomeno impedire il dibattito scientifico e culturale con la spada di Damocle dell’accusa di negazionismo climatico.

Come ha giustamente dichiarato il meteorologo Mario Giuliacci, “negli ultimi tempi (…) è una gara a chi le spara più grosse tra siti, giornali e tv”. Aggiungendo: “Cosa vuol dire tempesta di caldo? Non vuol dire niente. Poi è stata diffusa una bufala. Arrivano i 50 gradi su mezza Europa! Italia, Spagna, Francia. Ma io dico: sarebbe la fine del mondo”. 

Ribadisce queste elementari verità anche Paolo Sottocorona, meteorologo a La7: “È evidente che fa caldo. Ma se da settimane si dice che la temperatura raggiungerà i 47 gradi, senza dire dove e quando, allora questo è allarmismo. Perché non è vero che sarà così in tutta Italia, dove non ci sono mai stati 40 gradi in tutte le città e nemmeno 38. Certo, ci sono dei picchi in determinate località, ma dare un’informazione di questo tipo non solo è scorretto ma anche potenzialmente pericoloso. A danno delle fasce della popolazione più indifese e vulnerabili che vengono prese dalla paura e dall’angoscia”.