RICORDO DI PAOLO MOSCA (di David Taglieri)

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Paolo_Mosca In questi giorni  ci ha lasciato – volando in cielo – un personaggio poliedrico del panorama italiano, troppo spesso sottovalutato per quel suo pensiero ispirato sempre dall’ottimismo della Fede e dalla razionalità della volontà.

Paolo Mosca era un vero signore, capace di dominare i salotti televisivi, anche quando gli erano ostili,  non rinnegando mai la tradizione e la religione, fino a difenderle con il cuore in piena e a denti stretti, senza diventare patetico nei modi o violento nel linguaggio.

Permeava di questi sentimenti tutte le sue attività, quella di editorialista, preciso e colto, quella di poeta sensibile, attento ai particolari e agli stati d’animo (belle e toccanti le descrizioni dei paesaggi sempre proiettati sul cielo), quella di romanziere e di saggista, pronto con garbo, ironia e saggezza a sfidare i totem del politicamente corretto senza cadere nella trappola delle fredde contrapposizioni.

L’Amore in senso totale  fu il leitmotiv che accompagnò tutta la sua produzione, compresa l’attività teatrale sua passione primordiale, una sorta di sublimazione finale di tutte le Arti in senso proprio.

Ci ha insegnato l’essere ‘artisti’ senza divenire egocentrici o ego riferiti, tenendo sempre i piedi ben saldi a terra e lo sguardo in alto con fierezza, ma senza supponenza o presunzione; lo sguardo in alto verso il Cielo.

Paolo Mosca era un amico della penna: leggendo i suoi libri, si ha la sensazione di qualcuno che trasferisca sulla penna tutti i suoi ricordi, le sue passioni, i viaggi: una sorta di appunti di viaggi.

In questa epoca dominata dalla tecnica pare che Mosca ti consigli: “… guardati attorno, non perdere troppo tempo davanti a  tutti quegli schermi, respira l’aria che Dio ci ha donato, vivi la realtà e prendi note su un’agenda.”.

Paolo Mosca aveva il coraggio di trasporre  su carta le emozioni più profonde del cuore, non in maniera semplicemente romantica e romanzata, ma con la poesia accompagnata dall’intenzione di non perdere mai di vista la vita vissuta.

Il pensiero che guida l’azione, la riflessione che deve essere sempre al centro nella vita dell’Uomo.

E poi come non sottolineare quella Fede nell’Assoluto che rendeva tutte le sue percezioni più vive e più vere, coinvolgendo il lettore in percorsi  a tratti rilassanti, a tratti psicologici, non in maniera erudita o freddamente enciclopedica, ma con metodo semplice e genuino, mettendo gli ‘ascoltatori’ del suo pensiero a confronto con la propria infanzia e la propria maturazione.

Le parole dette, e poi  tutte le parole non dette, l’interrogativo sulle situazioni mai vissute: la vita è una sola e va vissuta al meglio, in pienezza, con la luce degli ideali, ma vivere il tutto è impossibile.

E da lì il limite umano  di accettazione del possibile; per il resto c’è l’opportunità di immaginare, proprio attraverso la scrittura. Con la scrittura si possono esplorare mondi sconosciuti, e ci possiamo confrontare con noi stessi, seguendo la colonna sonora dell’anima.

Il tempo e lo spazio vanno affrontati con la saggezza del vecchio ma anche con l’ingenuità del bambino. In mezzo l’equilibrio dell’uomo maturo.

Ci ha lasciato tanti insegnamenti Paolo Mosca, anche girando per Roma, quando sosteneva che si può viaggiare camminando con meraviglia fra le bellezze nascoste della città eterna, scoprendo tante città in una e soprattutto mantenendo la curiosità e lo spirito di analisi ed intraprendenza. Perché, se non si possiede spirito di analisi ed intraprendenza, anche se si viaggia in tutto il mondo, in verità non ci si sposta mai!

Anche per questa sua filosofia di vita lo vogliamo ricordare con affetto e stima.

A conclusione ci piace ricordare da C’è una Farfalla dentro di noi:

“… personalmente vorrei arrivare al termine della mia modestissima permanenza su questo pianeta con poche pagine scritte di parole mai dette … vorrei aver comunicato fino all’ultimo istante  con le persone vicine e lontane, amiche o nemiche … dov’è la biblioteca dell’Amore …?’’.