CACCIA AL “CAPITANO” (recensione a cura di David Taglieri)

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Ieri si chiamavano Almirante e Berlusconi: oggi si chiama Salvini, ma la sinsitra è sempre la solita a livello antropologico, ebbra di un razzismo ideologico mai sopito.

Silvio che non fa più timore è stato quasi riabilitato come padre saggio della patria. Non è la prima volta che il Cavaliere si dimostra prudente specie in campo europeo, ma un tempo faceva paura allo staff del politicamente corretto.

Antonio Rossitto su Panorama (n. 43 del 21 ottobre 2020) ci fa un quadro esaustivo della vicenda legata al nome di Salvini e della recente politica giudiziaria, sempre meno giusta, sempre più faziosa.

Questa politica giudiziaria parte dai 49 milioni di euro di fondi elettorali (vedasi Umberto Bossi e il tesoriere Belsito) per giungere agli attuali diabolici colletti verdi  (commercialisti in primis) che circonderebbero la Lega.

La storiaccia si perde nella notte dei tempi coinvolgendo Bossi ed il tesoriere Belsito. E’ importante ricordare che la Lega stipulò un accordo per restituire allo Stato rate da 600.000 euro fino al 2095. Sperando – a torto – che fosse finita lì.

Ma, come detto, adesso è Matteo Salvini l’uomo messo sotto la sinistra lente di ingrandimento.

Almeno dieci provvedimenti in corso. Rossitto riparte dall’audio, quello di Luca Palamara, protagonista dell’inchiesta Toghe sporche e radiato dalla magistratura.

In chat l’ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura – riferisce il giornalista di Panorama – parla del caso Diciotti con il Capo della Procura di Viterbo Paolo Auriemma.

Auriemma – secondo la ricostruzione – si domanda dove Salvini stia sbagliando e Palamara secco: ’Hai ragione ma ora bisogna attaccarlo’.

Ottobre 2018: si indaga sulla simpatia di Salvini per Putin e si cerca di approfondire il legame fra Gianluca Savoini, presidente dell’Associazione Lombardia-Russia nell’inchiesta Russia gate. Tutto ruota intorno al cinema: Tatiana Andreeva è la moglie dell’elettricista Francesco Barachetti, a sua volta coinvolto nell’inchiesta legata alla Lombardia Film Commission. Andreeva avrebbe intanto acquistato un appartamento a San Pietroburgo.

Inizia così tutta una serie di incroci giudiziari fra l’acquisto di un capannone e i presunti interessi del Carroccio nelle vicende, ben documentati dal cronista di Panorama e de La Verità.

Attilio Fontana governatore lombardo è invece indagato per una fornitura di camici da parte della Dama, società del cognato Andrea Dini partecipata dalla sorella Roberta, moglie di Fontana. Nessuno però si sarebbe messo in tasca un euro. Ma ecco un’altra inchiesta che mette sul piatto la fornitura di test seriologici alla Diarosin…

In tal senso la Guardia di Finanza – mobilitata con le sue forze sulla pista del Carroccio – è venuta in possesso del telefono e dei relativi dati telefonici dell’ex capo segreteria Giulia Martinelli (nonché ex moglie di Matteo Salvini). Trattata peggio di una mafiosa, secondo le sue dichiarazioni.

E ancora: c’è l’inchiesta, rilevata a mezzo stampa, per abuso d’ufficio sui 35 voli di Stato quando “il capitano” era al Viminale.

Catania: Salvini è sotto processo per il mancato sbarco di 131 migranti bloccati a bordo della nave Gregoretti. Sequestro di persona. Potrebbe costargli 15 anni di carcere come nel caso di Open Arms. Lo stesso Palamara allarga le braccia idealmente: “… indagato per non aver fermato gli invasori…indifendibili, siamo indifendibili”, affermava.

Insomma Salvini va attaccato a prescindere, come anni fa si faceva con Berlusconi. Per il quale, ricordiamo, il gran polverone mediatico-giudiziario si è concluso con una sola condanna definitiva nel processo Mediaset, per frode fiscale. Condanna poi di fatto annacquata – ricorda Rossitto – dalle dichiarazioni postume di uno dei giudici della Cassazione che firmò la sentenza, il defunto Amedeo Franco, che a proposito di Berlusconi condannato ebbe a dire: “A mio parere ha subito una grave ingiustizia”.

E torniamo a bomba su un concetto che dall’articolo di Panorama si evince bene: un tempo lontano (anni ’70) era Giorgio Almirante, in un’epoca di mezzo Silvio Berlusconi e tutto quello che gli ruotava intorno, poi è venuto Matteo Salvini e il suo entourage.

La sinistra ha cambiato tanti nomi, tante alleanze, ma ha sempre amato affrontare con le armi giudiziarie chi avrebbe potuto ostacolare il suo inarrestabile progresso verso “il sol dell’avvenire”. Media e Procure collaboranti.