ENRICO VIII: INIZIA CON LUI LA MATTANZA DEI CATTOLICI BRITANNICI (INGLESI, SCOZZESI, IRLANDESI)

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Enrico VIII abbracciò il protestantesimo, dando vita ad una inossidabile religione di Stato. Fece giustiziare, con pretesti vari, due delle sue sei mogli.

Diciotto monaci Certosini di Londra morirono martiri tra il 1535 e il 1537, durante la persecuzione scatenata dal re d’Inghilterra Enrico VIII dopo lo scisma. Per aver rifiutato di disconoscere l’autorità del Papa i priori padre Roberto Laurance e padre Agostino Webster furono imprigionati nella Torre di Londra come ribelli e traditori. Al patibolo il 4 maggio 1535 salirono insieme a padre Giovanni Houghton che si presentò al boia pronunciando parole di perdono e di fiducia in Dio. Ma la persecuzione non si fermò: altri tre Certosini furono arrestati, torturati e martirizzati poche settimane dopo. E dieci ancora vennero imprigionati il 29 maggio 1537 nel carcere di Newgate, dove morirono di stenti. Beatificati da Leone XIII il 9 dicembre 1886, tre di loro poi sono stati anche canonizzati da Paolo VI il 25 ottobre 1970. Sono comunemente festeggiati al 4 maggio, anniversario del martirio dei primi tre.

Con Enrico VIII ha inizio la persecuzione protestante nei confronti dei cattolici, che sarà continuata da molti dei suoi successori. La religione diventerà religione di Stato, non a caso definita “anglicana”. Il Re diventa automaticamente capo della Chiesa (Act of Supremacy). Chi non riconosceva il Re come capo supremo della Chiesa era dunque considerato traditore e punito con la morte.

Ne pagheranno il prezzo, in una lunga scia di sangue, non solo l’Inghilterra, ma soprattutto la Scozia e l’Irlanda. Quasi ogni giorno il calendario presenta alla nostra meditazione l’esempio e il ricordo dei martiri britannici.