I MIRACOLI DI PAPA WOJTYLA (Il Corriere del Sud, n°2/2006, pag.20)

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1112611513_2.jpgPremessa fondamentale di ogni procedimento di canonizzazione è la fama di santità. Se questa manca, il processo non inizia. Nel caso di Karol Wojtyla sono stati i semplici fedeli – come del resto è buona tradizione del cristianesimo, soprattutto orientale – a fare il primo passo. Quegli slogan “Santo subito” gridati in Piazza San Pietro rappresentano una forma pubblica di acclamazione della fama di santità.
Nei giorni successivi alla scomparsa di Papa Wojtyla si sono moltiplicate sulla stampa e in televisione le segnalazioni di persone che sostenevano di aver ricevuto grazie particolari (soprattutto guarigioni dal cancro) per l’intercessione del pontefice polacco.
Tali segnalazioni, raccolte anche da settimanali a larga tiratura fra cui “Famiglia Cristiana”, nella quasi totalità dei casi riguardano risanamenti e fatti comunque straordinari verificatisi ancora prima del decesso di Giovanni Paolo II.
Il nuovo libro di Andrea Tornielli, prestigioso vaticanista de “Il Giornale” e autore di vari saggi, raccoglie queste storie e queste testimonianze, verificate e verificabili: sono appunto “I miracoli di Papa Wojtyla” (Edizioni PIEMME, 2005, pagg.135, euro 12,90).
Eppure – ricorda Tornielli – proprio le norme canoniche escludono tali eventi, molti dei quali scientificamente inspiegabili, dal novero delle prove utili ai fini della causa di beatificazione (primo passo verso la canonizzazione): solo i miracoli accertati dopo la morte del servo di Dio sono infatti presi in considerazione dalla Chiesa. Ciò naturalmente non vuol dire che essi non siano comunque significativi. E’ che solo “post-mortem” la Chiesa può essere certa che l’anima del beatificando sia effettivamente in paradiso.
Così il 29 maggio 2005, mentre a Bari Papa Ratzinger concludeva il Congresso eucaristico nazionale, sull‘Osservatore Romano e su Avvenire veniva pubblicato l’Editto a firma del Cardinale Ruini con cui si invitavano tutti i fedeli a segnalare al Tribunale diocesano del Vicariato di Roma (Piazza San Giovanni in Laterano, n°6, 00184 Roma) ” tutte quelle notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del detto Servo di Dio“.
Il processo di beatificazione formalmente è stato aperto dallo stesso Cardinale Ruini un mese più tardi, il 28 giugno 2005, senza bisogno di attendere i fatidici cinque anni dalla morte del beatificando, come invece è previsto dalle norme canoniche.
Con tale procedimento abbreviato sì è agito anche nel caso di Madre Teresa di Calcutta (la decisione allora fu presa proprio da Giovanni Paolo II). E’ una scelta di stretta competenza pontificia, e Benedetto XVI ha voluto esercitarla in favore del suo amato predecessore. Questo non significa che il procedimento si concluderà sicuramente subito (come sempre sarà molto accurato), ma semplicemente che la fase preliminare, la “pausa di riflessione” lunga 5 anni, è stata appositamente “saltata”.
Adesso qu ind i la palla passa nuovamente ai f edeli, a tutti i f edeli, cui compete segnalare al Vaticano nuovi ed ulteriori casi clamorosi, in particolare guarigioni scientificamente non spiegabili. Viste le premesse, è facile intuire che Giovanni Paolo II tornerà presto a far parlare di sè
E Tornielli nel suo libro ricorda che quello del Papa santo non è per nulla un caso isolato nè tanto meno un’eccezione. Per cui in appendice riporta, oltre che il testamento di Giovanni Paolo II, anche l’elenco completo di tutti i Papi Santi che la storia della Chiesa ci ha regalato.

Roberto Cavallo

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