IL DUBBIO (recensione a cura di David Taglieri)

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monti  Ci piace consigliare in questo periodo i libri poco conosciuti da portare in spiaggia o in montagna (ovviamente tralasciamo volentieri gli anticlassici best seller del momento) o da leggere in serenità anche per chi resta in città.

Quando si parla di filosofia vengono in mente soltanto freddi trattati di pensiero che per gli addetti ai lavori e gli amatori sono appassionanti, ma per l’uomo comune costituiscono un’occasione per cambiare discorso o per chiudere il volume.

E invece c’è chi riesce con parole semplici e con semplici ragionamenti a rapire l’uomo della strada con le argomentazioni del cuore e con le scorribande del pensiero, perché quando si ha ben presente il discorso che si vuole affrontare le parole divengono prolungamento delle idee.

Ce lo dimostra Luciano de Crescenzo con “Il Dubbio” (Oscar Mondadori), sottotesto mille interrogativi ma una sicurezza: anche la Filosofia salverà il mondo.

Cosa ci propina il pensiero unico lo sappiamo, il potere della finanza, con programmi televisivi proni alla pubblicità e ai grandi big delle multinazionali. De Crescenzo, invece, ci fa capire che proprio dalle menti pensanti e dall’analisi profonda delle situazioni della vita di tutti i giorni si possono creare idee, e le idee producono azioni, e le azioni sagge elevano una società.

La filosofia corteggia la scienza e in quel dialogo ininterrotto rende vivi i personaggi che sono in parte descrizioni della variegata realtà, in parte stratagemmi del buon Luciano per rendere più affascinante e curioso il suo approccio.

1237753251  Cosa c’è oltre il Dubbio? Quanto incide sull’esistenza la coincidenza del caso, quanto influenza i rapporti il Destino, quanto -riconoscendo la nostra limitatezza e il disorientamento di non potere vivere tutte le vite che vogliamo- ci avviciniamo a Dio…

Partendo da circuiti molto larghi, de Crescenzo vuole arrivare al cuore del problema. Per chi ama la cultura e nel caso specifico scienza e filosofia, è bello avventurarsi  sulle montagne della ricerca e dei massimi sistemi, ma poi arriva un momento in cui è essenziale fermarsi, per ascoltare quella musica che è dentro di noi.

E che non è il frastuono che c’è la fuori.

Fa riflettere una frase in un dialogo fra l’immaginazione e la realtà, dove lo scrittore napoletano afferma, nelle vesti di un personaggio, che la gioia non si trova semplicemente sulla Vetta, ma nella salita verso la Vetta, altrimenti gli scalatori si farebbero depositare direttamente sul cucuzzolo della montagna.

Ricerca, Filosofia e Fede la miscela di questo piccolo saggio che letto con attenzione diventa un grande Insegnamento.

Istruzioni per l’uso: sconnettersi per un attimo dall’attualità dei giornali, della tv e di internet e collegarsi con il pensiero.