IL KAZAKISTAN E IL GRANDE MIRACOLO (di Guido Verna – 5^ parte)

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Nella precedente puntata abbiamo ricordato come i fedeli cattolici di Oziornoje, a grato ricordo del grande miracolo ricevuto – la pesca miracolosa in tempo di carestia provocata dai sovietici – alzarono al cielo la “loro” Madonna: la statua della Madre del Signore che teneva tra le mani una rete piena di pesci.

Poi, nel giugno 1998, il vescovo Jan Pawe? Lenga consacrò una croce alta 12 metri eretta sulla vicina collina di Wo?y?skiej come monumento alla memoria delle vittime del comunismo nei “campi” kazaki.

L’anno successivo, dal 24 al 27 giugno 1999, – quindi sempre in occasione della festa della Regina della Pace – la parrocchia accolse le reliquie di santa Teresa di Gesù Bambino.

A settembre del 2000, il Primate della chiesa polacca card. Józef Glemp visitò per la seconda volta il Santuario di Oziornoje, celebrando – su un altare da campo posto sotto la grande Croce sulla collina – una Messa nella cui omelia espresse «la speranza che in pochi anni la parola Oziornoje sarebbe stata pronunciata insieme alle parole di Fatima, Lourdes, Czestochowa e Guadalupa». In quell’occasione benedisse quattro lapidi murate sul basamento della Croce, con la stessa preghiera, ma ognuna in una lingua diversa (kazako, polacco, russo, tedesco): «A Dio / Gloria al popolo / Pace ai Martiri / Il Regno dei cieli al popolo kazako / Gratitudine al Kazakistan / Prosperità».

La grande Croce, come rilevò mons. Peta, «si può dire che si trova al centro dell’Eurasia indicando verso l’Est e l’Ovest, rispettivamente, Hiroshima e Fatima». In quello stesso anno, il 15 agosto, festa dell’Assunzione, prese avvio l’annuale Giornata della gioventù, con la pratica della Via Crucis che si snoda dal Santuario alla collina della grande Croce, ai cui piedi si conclude. Quel giorno, come dicevano con una punta di sano orgoglio i suoi abitanti, Oziornoje diventa “il paese più giovane del Kazhakstan”.

Un anno dopo, nel settembre 2001, i cattolici polacchi “sopravvissuti” ai tremendi gulag kazaki raggiunsero l’apice della soddisfazione per la loro fedeltà e la loro eroica capacità di sopportazione: dal 22 al 25 di quel mese, infatti, la “nuova” nazione in cui erano stati costretti a vivere ebbe l’onore di ricevere la Visita Pastorale del “loro” grande Papa!

E San Giovanni Paolo II – nell’Angelus pronunciato dopo la Messa solenne celebrata il 23 settembre nella Piazza della Madre Patria di Astana – ricordò proprio Oziornoje e la sua Regina della Pace: «In questo momento voglio anche recarmi in pellegrinaggio spirituale al vostro Santuario mariano nazionale, situato presso Oziornoe. In esso voi, carissimi Fratelli e Sorelle, venerate la Vergine col titolo di “Regina della Pace”. Prostrato ai suoi piedi, prego per l’intera Nazione del Kazakistan: per le sue Autorità e per i cittadini, per le famiglie, i giovani, i bambini e gli anziani, per i sofferenti e per i bisognosi».

In occasione dello stesso Angelus, nel saluto in lingua polacca aggiunse: «Vi voglio assicurare [ai polacchi che vivono nel Kazakhstan, ndr] che il mio cuore non vi ha mai dimenticati. Nella preghiera ogni giorno affidavo alla bontà di Dio voi e tutta la Chiesa del Kazakistan. Oggi gli rendo grazie per voi, perché continuamente vi concedeva la potenza dello Spirito Santo, grazie alla quale avete conservato la fede dei vostri padri, nonostante prove e persecuzioni di vario genere. Anche a voi un grazie di cuore per questa fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Vi prego, perseverate nel rendere tale testimonianza». 

Come già ricordato, nel 1995 il vescovo mons. Lenga aveva affidato la terra kazaka e tutta l’Asia Centrale alla Regina della Pace di Oziornoje, rinnovando ogni anno tale affidamento. Ebbene, durante la sua Visita Pastorale nel 2001, «il Papa Giovanni Paolo II – come ricordò l’arcivescovo mons. Peta – ha rinnovato personalmente questa consacrazione nella capitale, insieme con tutti i vescovi e sacerdoti del nostro paese, visitando spiritualmente Osornoje. Lo stesso giorno, il Papa ha designato questo luogo come il Santuario nazionale del Kazakistan».