IL MARTIRIO DI SHAHBAZ BHATTI (di Alessandro Pagano)

769

Shahbaz Bhatti

Speriamo che la guerra scoppiata in Libia alcune settimane fa non causi troppi problemi anche all’Occidente e all’Italia in particolare, però un danno l’ha già causato.

I mass media impegnati a descrivere il conflitto libico infatti hanno ignorato quasi del tutto un episodio di una gravità inaudita, la morte di Shahbaz Bhatti, il quarantaduenne Ministro cattolico Pakistano, barbaramente ucciso il 2 marzo u.s. con 25 proiettili da Al Quaeda.

E’ l’ennesima dimostrazione che la libertà religiosa è il termometro per misurare tutte le altre libertà e l’affidabilità di un Governo” ha scritto Riccardo Cascioli su la BussolaQuotidiana.it. “Bhatti era stato lasciato solo dallo stesso Governo di cui faceva parte e di cui lui aveva la delega alla tutela delle minoranze”.

Era un vero e proprio bulldozer Shahbaz Bhatti, una spina nel fianco dei fondamentalisti e di quei governi sedicenti democratici che tirano la mano dietro quando c’è da prendere serie decisioni in difesa dei propri popoli.

Recentemente aveva fatto approvare dei provvedimenti che garantivano il 5% dei posti pubblici alle minoranze e aveva dato dignità a tutte le fedi facendo riconoscere le proprie feste religiose.

Shahbaz Bhatti è morto da martire. “Voglio che la mia vita dica che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo per aiutare i bisognosi, i poveri e i cristiani perseguitati in Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita”.

Il nostro Ministro degli Esteri, Franco Frattini, che conosceva personalmente Shahbaz Bhatti ha usato parole durissime: “adesso i codardi di quell’Europa che rifugge dalla condanna del fondamentalismo religioso verseranno lacrime di coccodrillo, alleati di quei codardi che in Pakistan conoscono solo il sangue degli attentati ”.

Sulla facciata del Ministero degli Esteri, Frattini ha fatto stendere un mega poster di Bhatti. Un esempio, questo del poster, che dovrebbe essere imitato da tanti enti pubblici e privati.

Bhatti è l’ennesima vittima in Pakistan di quel clima di intolleranza religiosa verso quei politici che hanno la forza di resistere al clima di odio e di tot alitarismo. Prima di lui hanno fatto la stessa fine anche Benazir Bhutto, primo Ministro del Pakistan assassinata nel 2008 e Salmaan Taseer Talking, Governatore del Punjab.

Su questa triste morte, Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio ha fatto una osservazione intelligente che mi permetto di ripetere fedelmente: “E’ una sconfitta non solo per i cristiani, […] prima il totalitarismo islamico colpisce i pochi cristiani, poi arriva l’ora degli altri, magari musulmani, colpevoli solo di non volersi piegare ”.

Non possiamo che augurare a noi stessi che il martirio di Shahbaz Bhatti svegli le coscienze degli uomini.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui