MARCHE: MINACCE ALL’ASSESSORE CHE DIFENDE LA VITA NASCENTE

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Giorgia Latini, assessore leghista alle pari opportunità

Come promesso durante la campagna elettorale, la giunta di centro-destra delle Marche ha deciso di vietare l’uso della pillola RU 486 nei consultori.

Ad annunciarlo è stata l’assessore leghista alle Pari Opportunità Giorgia Latini, rispondendo a una mozione – respinta – presentata dalla consigliera del Pd Manuela Bora in cui si chiedeva di poter abortire i bambini a domicilio, anche nel caso di madri minorenni.

Fra l’altro, pochi giorni fa, l’Assessore Giorgia Latini era stata violentemente minacciata: «Andiamo a bruciarle la casa».

Ecco di seguito le principali dichiarazioni dei partiti di centro-destra.

Lega, Simona Baldassare: «Le donne vanno aiutate a scegliere la vita, non la soppressione di bambini innocenti che non possono difendersi».

Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli (Capogruppo): «Oggi la vera battaglia da fare è per la natalità. Non posso accettare che siccome la nostra società non fa figli allora possiamo essere sostituiti dall’arrivo di persone che provengono da altre storie, continenti, etnie».

Forza Italia, Jessica Marcozzi (Capogruppo): «No alla pillola abortiva nei consultori. Le linee guida del Ministero non sono una fonte di diritto. Noi difendiamo i valori della famiglia e troveremo i fondi per aiutarla».

L’Assessore alla Sanità, Filippo Saltamarini (Lega): «Credo che le donne abbiano il diritto di essere protette […] Io aprirei anche ad associazioni private per il diritto alla vita».

Già, le associazioni pro-life: a sostegno della decisione della Giunta di centro-destra, il 17 gennaio scorso il Centro Accoglienza alla Vita di Loreto ha svolto un eccellente flash-mob. Al termine, il medico obiettore Roberto Festa ha consegnato 1.450 pannolini al Partito Democratico: «uno per ogni bambino abortito nel 2019 nelle Marche», perché «chi sostiene che l’aborto volontario sia un diritto ha le mani che grondano sangue innocente, forse più di chi pratica questo inumano delitto».

Inutile aggiungere che tale provocazione, del tutto bonaria, ha mandato su tutte le furie il PD che, come suo solito, invoca l’intervento di magistrati e carabinieri…

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