PAKISTAN: CRISTIANI IN PREGHIERA PER LA LIBERTA’ DI COSCIENZA (L’Ora del Salento, 19 maggio 2007, pag.11)

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pakistan.gif OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)


Paese di antica civiltà, il Pakistan con i suoi 165 milioni di abitanti è una repubblica federale. Ancora oggi il 30% della popolazione vive sotto il limite della povertà, ma i benefici economici gradualmente si vanno diffondendo all’interno della società. Dispone dell’arma nucleare quale conseguenza del nucleare indiano; è infatti ancora aperta la “ferita” del Kashmir, controversa regione di confine, appartenente all’India ma a maggioranza musulmana, e per la quale le autorità di Islamabad chiedono che sia il popolo a decidere in base al principio di autodeterminazione. Un grave problema per il Pakistan è rappresentato dal gran numero di rifugiati provenienti dall’Afghanistan, pari a circa 3 milioni e mezzo, con un evidente rischio di “talibanizzazione”. A ciò si aggiunge la proliferazione di scuole craniche (le c.d. “madrasse“) , su cui il governo esercita il controllo, ma che spesso sono fucina di fondamentalismo. Non a caso cresce l’intolleranza verso i cristiani, che qui rappresentano l’1,5% della popolazione (750.000 i cattolici), e che da anni ormai vivono come comunità fortemente minacciata e, in taluni casi, assediata. Il fondamentalismo islamico preme sul governo per ridurre al silenzio questa presenza religiosa “diversa”, e le autorità sembrano piegarsi giorno dopo giorno ai rigori del radicalismo montante.

Recentemente è stata presentata al parlamento una proposta di legge denominata “Legge 2006 sull’apostasia“. La norma prevede la pena di morte per quei musulmani che si convertano ad altro credo religioso (l’ergastolo per le donne).

La proposta di legge, che adesso è al vaglio della Commissione permanente dell’Assemblea legislativa, considera sufficiente la parola concorde di due testimoni per poter imputare qualcuno del reato di “apostasia”.

Come riportato dal quotidiano Avvenire di giovedì 10 maggio, l’Arcivescovo di Lahore, nonchè Presidente della Conferenza episcopale pachistana, Mons. Lawrence John Saldanha, ha invitato tutti a pregare intensamente affinchè il testo non venga approvato. Ha inoltre commentato che ” La situazione è molto triste. Noi chiediamo per il Paese libertà di espressione, religione e coscienza, ma questa legge va contro il principio della libertà di scelta”.

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