VLADIMIR PUTIN:RITRATTO DI UN PRESIDENTE – 2^ parte – (L’Ora del Salento, 23 giugno 2007, pag.11)

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44ea4a34.jpg OSSERVATORIO GEO-POLITICO (a cura di Roberto Cavallo)

Putin e l’Ortodossia


Il Presidente Vladimir Putin è sempre presente nei momenti e nelle circostanze più solenni della vita ecclesiastica ortodossa. Ultima in ordine di tempo la sua partecipazione alla cerimonia di riconciliazione fra la Chiesa ortodossa di Mosca, guidata dal Patriarca Alessio II, e la Chiesa ortodossa all’estero, mai sottomessa al potere sovietico e rimasta per oltre 80 anni fedele alla causa zarista. Come spesso avvenuto in passato, anche oggi si assiste ad una forte immedesimazione fra Chiesa ortodossa e Autorità di Stato.

Putin e Gazprom

Dopo l’effimera stagione delle privatizzazioni degli anni ’90, ormai l’industria energetica russa è completamente nelle mani dello Stato. Il Presidente controlla direttamente Gazprom attraverso il suo uomo di fiducia Dmitrij Medvedev, considerato anche quale probabile successore alla presidenza della Federazione.

Gazprom non è solo il colosso del gas e del petrolio che ormai determina le condizioni energetiche dell’Europa, tanto di quella orientale che di quella occidentale; ma si occupa anche di editoria (Gazprom-Media), di televisioni e di giornali (Ntv e le Izvestija), di catene alberghiere e di industrie agro-alimentari. La prima società a fare le spese della potenza geo-energetica rappresentata da Gazprom è stata la Yukos, il colosso petrolifero dell’ex magnate Mikhail Khodorkovskij, ormai da tempo in prigione. Suo principale difetto: non appartenere all’entourage del Presidente.

Putin e la Cecenia

Non sono ancora noti i nomi dei mandanti dell’omicidio di Anna Politkovskaya, la giornalista russa che ha svelato al mondo intero (le sue opere sono in tutte le librerie!) le atrocità commesse dall’esercito russo durante la seconda guerra cecena. Quanto al primo terrorismo ceceno – le bombe nei palazzi di Mosca -, intellettuali, giornalisti ed anche ex agenti segreti (come Aleksandr Litvinenko, ammazzato col plutonio 210 a Londra il 23 novembre 2006) sono concordi nell’attribuire ai servizi segreti – l’FSB – la responsabilità degli attentati.

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