I CRIMINI DI PUTIN PRESENTATI ALL’ONU

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Dalla rassegna stampa del 24 settembre di infomazionecorretta.com, riportiamo la cronaca di Floriana Bulfon: “Da Bucha a Hostomel, il catalogo dell’orrore è sterminato: esecuzioni, torture e stupri in maniera indiscriminata, commettendo violenza su vittime di età compresa tra 4 e 84 anni. Erano trent’anni che l’Europa non si trovava davanti a tanta brutalità, dal tempo dei massacri in Bosnia. Ma in Ucraina la ferocia degli invasori si è scatenata su un territorio infinitamente più grande: dalla periferia di Kiev a Sumy, da Kharkiv a Chernihiv, i detective delle Nazioni Unite hanno percorso una via crucis lunga più di ottocento chilometri, esaminando dozzine di fosse comuni e raccogliendo i verbali di 150 tra vittime e testimoni diretti in 27 città.

E ieri hanno presentato all’assemblea dell’Onu le prime conclusioni della loro inchiesta, lapidarie: «Sulla base delle prove raccolte, si è concluso che sono stati commessi crimini di guerra», ha dichiarato il giudice norvegese Erik Mose, presidente della Commissione nominata dal Consiglio sui diritti umani.

È un punto fermo, ancorato su mesi di indagini sul campo, che spazza via le congetture negazioniste della propaganda del Cremlino e che sarà seguito da dossier con l’evidenza delle stragi e delle violenze, costruiti dagli esperti forensi che hanno studiato cadaveri, lesioni e proiettili. «Siamo rimasti colpiti – ha sottolineato Mose -dal gran numero di esecuzioni nelle zone che abbiamo visitato. La Commissione sta attualmente indagando su morti di questo tipo in 16 città e paesi».

Il magistrato ha descritto «uomini uccisi con pallottole alla nuca, la gola tagliata e le mani legate». Solo l’inizio, perché gli accertamenti si sono limitati a quattro regioni e ci sono «accuse credibili» provenienti da altre zone: persone messe davanti a un muro e assassinate. Chi è uscito vivo dai centri di detenzione russi descrive botte, scosse elettriche e umiliazioni, come l’obbligo di restare nudi davanti ai carcerieri. Ma le indagini riguardano anche i militari ucraini e sono stati aperti due fascicoli per accertare la violazione dei diritti dei prigionieri russi.

Lo spettro dell’istruttoria Onu si allarga all’intero comportamento dell’esercito di Mosca, puntando il dito sugli «attacchi indiscriminati» contro le zone urbane: «A Kharkiv interi quartieri sono stati martoriati dalle bombe. Una donna anziana che è fuggita dalla città dopo gli attacchi ci ha detto: “Io non vivo, io esisto soltanto: non è rimasto nulla nella mia anima”».

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