I FIGLI NON SI COMPRANO

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La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha deciso di iniziare l’esame delle proposte di legge per rendere l’utero in affitto un reato universale, cioè punibile anche se commesso fuori dai confini italiani.

Attualmente, la legge – di fatto – punisce solo chi organizza, pratica o commercializza l’utero in affitto nel territorio italiano, ma non chi va a sfruttarlo all’estero e poi torna in Italia coi bambini comprati a caro prezzo.

Le proposte di legge che il Parlamento sta iniziando a esaminare possono assestare un colpo mortale all’orrendo mercato dei figli, punendo anche chi lo alimenta fuori dai confini italiani.

E’ altissimo il rischio che l’iter avviato in Parlamento non raggiunga l’obiettivo a causa della potenza mediatica e politica della Lobby LGBTQ e delle cosiddette “Famiglie Arcobaleno”.

La macchina da guerra “arcobaleno” si è già messa in moto per far naufragare questa legge e difendere l’osceno mercato dei bambini comprati con l’utero in affitto.

Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein si è già schierato al fianco della Lobby LGBTQ e delle cosiddette “Famiglie Arcobaleno” (l’associazione che comprende anche coppie omosessuali che si recano all’estero per praticare l’utero in affitto o la procreazione artificiale tra donne).

Proprio nei giorni scorsi il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, nel comunicato al termine dei propri lavori tenuti a Roma dal 20 al 22 marzo 2023, così si è espresso sull’argomento: “Forte preoccupazione è stata espressa per il crescente individualismo e per l’avanzare di visioni che rischiano di distorcere l’idea stessa di famiglia. Come sancito dalla Costituzione, infatti, la famiglia è e resta il pilastro della società, garanzia di prosperità e di futuro. Riconoscere l’istituto familiare nella sua originalità, unicità e complementarietà significa tutelare, in primo luogo, i figli, che mai possono essere considerati un prodotto o l’oggetto di un pur comprensibile desiderio. In tal senso, molte persone ormai, pur con idealità diverse, riconoscono come inaccettabili pratiche che mercificano la donna e il nascituro.”.