IL COSTO UMANO DEL COMUNISMO

1820

Innegabili, perché ormai certificati dalla Storia, sono i crimini del comunismo. Crimini non solo innegabili ma soprattutto non giustificabili, sempre finalizzati come erano – in apparenza – a ricercare il paradiso in terra e la società perfettibile. E dunque idonei, in forza di tale falso scopo, a seminare morte e distruzione. Altro che giustizia sociale universale: la realtà è stata – ed è – ben diversa. Ce lo testimonia, fra gli altri, il libro “Il costo umano del comunismo” dell’Editore D’Ettoris di Crotone (2017, pagg. 240), curato da Oscar Sanguinetti.

Il volume contiene la traduzione di tre rapporti alla commissione del Senato americano sulle vittime dei crimini dei regimi comunisti, rispettivamente in Unione Sovietica, in Cina e nel Vietnam comunista. Il primo è redatto dallo storico Robert Conquest, inglese-americano, scomparso nel 2015, che è stato uno dei massimi studiosi dei crimini dei regimi comunisti, particolarmente in Russia e in Ucraina; il secondo, sul comunismo cinese, è opera di Richard L. Walker, che è stato ambasciatore USA in Corea del Sud nonché sovietologo e docente universitario; il terzo, sul comunismo vietnamita, è coordinato da James O. Eastland, senatore democratico e presidente della commissione senatoriale. Chiude il volume un ampio saggio di Stephen T. Hosmer, giurista ed esperto di studi miliari, utilizzato da Eastland per il Vietnam.

Il numero delle vittime calcolate al 1970 era di circa venti milioni, esclusi i caduti in guerra o per ragioni riconducibili alla guerra o a fattori estranei al comunismo.

Oggi questi dati sono superati dalle inchieste condotte dagli specialisti dopo il crollo dell’URSS: oggi si parla di non meno di cento milioni di vittime accertate. Del resto, da un progetto utopistico, disumano e contro natura non può derivare altro che questo. Riparlarne serve da monito, in un mondo passato dalla dialettica materialistica al nichilismo post-moderno.
Senza dimenticare, però, che oggi la prima economia mondiale nonché il Paese più popoloso e invasivo del pianeta – la Cina – è retta ufficialmente e costituzionalmente dal Comitato Centrale del Partito Comunista. Alla faccia di chi sbandiera sbrigativamente la fine delle ideologie…!

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