ULTIME DALL’ITALIA E DAL MONDO (di David Taglieri)

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Salvini con il premier ungherese Orban

Come già avvenne per Giorgio Almirante, per Bettino Craxi e per il Silvio Berlusconi di buon senso – quello cioè che riuscì a bloccare la macchina da guerra targata sinistra -, si sta verificando oggi il tentativo di distruggere l’immagine di Matteo Salvini, colpevole, come nei casi precedenti, di sottrarre consensi al mondo progressista o comunque di metterne in dubbio il consenso sociale. Dunque film già visto.

Insomma dove non arriva la politica giunge certa magistratura, non ispirata, però, alla vera giustizia: il Pd – ricordiamolo – è in panne, non ha un’identità precisa e giorno dopo giorno tenta di creare un miscuglio ibrido di interessi legati alle banche, al cattocomunismo e alla grande finanza e getta nell’oblio ogni ipotesi di garanzia per il popolo italiano sovrano.

Salvini in conferenza stampa, dopo aver scoperto che sul caso Diciotti esistono altri due capi di imputazione a suo carico, ha replicato con tenacia e signorilità, comunicando a Macron che sarebbe felice se lo stesso avesse il gusto di tacere e di non dar alcun tipo di lezione al popolo italico. Insomma i due capi di imputazione rappresenterebbero per il capitano leghista delle medaglie al valore…

Intanto Walter Veltroni dalla Repubblica di oggi, non quella di Platone, ha lanciato un appello per lottare e distruggere il populismo con la creazione di un nuovo soggetto politico e democratico di sinistra. Una sorta di nuovo partito radicale di massa, sempre più scollato dalla realtà e dal sociale…

Non ci sembra il caso poi di dover spendere parole per Oliviero Toscani, che vorrebbe Salvini a Piazzale Loreto… limitiamoci a citare Pietrangelo Buttafuoco quando anni fa in un monologo molto intelligente evidenziava le doti di affabulatore furbetto di Benigni dicendo… che pena fece proprio pena. Lo stesso affermiamo per lo pseudoartista che con la sua macchina fotografica ha immortalato cose di dubbio gusto.

Intanto a Roma è crollato il tetto della Chiesa di San Giuseppe dei falegnami presso i Fori imperiali; il luogo di culto nelle vicinanze del Campidoglio ha registrato una strage sfiorata. I giornali locali mettono in evidenza quanto nella città eterna sia tutto in bilico e nulla pare cambiare nonostante l’avvicendamento delle giunte. Il degrado e l’incuria stanno condannando alla serie C la città più bella del mondo, che potenzialmente potrebbe offrire il ben impaginato libro della storia al visitatore e al cittadino, ma poi nella realtà lo sguardo diviene antiestetico, come una bella donna che si lascia andare, non si cura e vuole apparire più brutta della sua avvenenza. All’interno della Chiesa esistono opere di grande pregio del ‘600 ed oltre: la Procura ha aperto un fascicolo di inchiesta. Per sabato era previsto un matrimonio – come ha dichiarato Don Libanori – e dunque poteva accadere il peggio. Secondo un’inchiesta del Tempo di Roma a cura di Alessio Buzzelli (31 agosto, pagina 4) la realtà romana vive un rischio geologico e per metterla in sicurezza servirebbero 10 anni di interventi.

Per quanto riguarda la politica internazionale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite si è schierata contro i campi di concentramento in Cina, chiedendo l’immediata liberazione degli uiguri, minoranza musulmana. Sarebbe bello che lo facesse per tutti i milioni di prigionieri dei laogai, tristi campi di rieducazione al pensiero unico marxista e maoista.

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